Messaggio di fine anno alla comunità da parte del nostro Parroco don Giovanni

Dicembre 31, 2020
Alessandro Giuntini

Cari parrocchiani,
stiamo per concludere un anno faticoso, pieno di prove, una in particolare: la
pandemia che ha scompaginato e radicalmente messo in crisi i nostri sistemi sanitari
e ci ha messo alla prova nella dimensione relazionale, economica ed emotiva a causa
dell’incertezze e delle paure generate da questa situazione. Siamo rimasti atterriti
non solo per l’irrompere così massiccio della morte tra noi, ma soprattutto siamo
rimasti sconvolti da questa drammatica modalità di morire…soli, trasportati in
ospedali, sequestrati in fredde strutture sanitarie, dove tante persone se ne sono
andate senza essere accompagnate in questo passaggio. Senza uno sguardo
amorevole o una parola dai propri cari…Senza nemmeno un funerale. Una
esperienza drammatica e lacerante che lascia segni di profonda sofferenza interiore.

Tutto questo sta rischiando d’impoverirci dentro ed inaridirci. Ci è stato gettato in
faccia l’esperienza dei nostri limiti, noi che ci pensavamo invincibili. “La tempesta
smaschera la nostra vulnerabilità, lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze
con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e
priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che
alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità.”
(Papa Francesco il 27 Marzo 2020 in piazza san Pietro)

Cosa fare in tempi duri e difficili come questi? Non rimanere bloccati, evitare il
rischio di una passività che frena le energie vitali che ancora ci restano dentro. Darsi
da fare, reagire e scegliere uno stile solidale. “ In questa stessa ora bisogna avere il
cuore e la forza di aiutare . Bisogna farsi aiutare ,bisogna aiutarsi fin da ora affinché
l’esperienza del limite che si è manifestata in questa tragica esperienza, non
diffonda la negatività, non fecondi quella disperazione che finisce per trasformarsi
per una sorta di giustificazione della rabbia e del risentimento nei confronti degli
altri e più in generale della vita stessa”.( S. Petrosino, “Lo scandalo
dell’imprevedibile”). Non dobbiamo isolarci e diventare egoisti e perdere il gusto e la
volontà di fare il bene . Nella nostra famiglia , nel quartiere in cui viviamo, nelle
relazioni personali, nella vita della comunità cristiana. La prima resistenza all’
abbattimento e all’angoscia che inaridisce la bellezza della nostra interiorità è
generare intorno a noi il bene, gesti di bontà, di aiuto, di solidarietà, di
comprensione verso il prossimo! Mi piace ricordare l’espressione dello scrittore
Albert Camus che nel suo romanzo “la peste”, s’interroga come uscire dalla disfatta
del dolore, dalle macerie delle paure: “Bisogna cominciare a camminare in avanti,
nelle tenebre, un po’ alla cieca, e tentare di fare del bene” (Camus). Andiamo avanti
per tentativi, che è meglio che scegliere di stare fermi, paralizzati, atterriti dalla
paura che prende il sopravvento. La liturgia, nell’ultimo giorno dell’anno, ci farà cantare durante la Messa il “Te
Deum”, un inno antico di lode e di gratitudine al Signore. Desideriamo che a

prevalere in noi non siano le parole e i pensieri di lamentela e di disperazione, ma la
preghiera. Dobbiamo opporci alla forza invasiva della disperazione e lo facciamo
anche con la forza della fede, che si trasforma in preghiera. In uno sguardo di fede,
che sa riconoscere in mezzo alla notte della prova squarci di luce, di bene, di
speranza. Sappiamo che la memoria del bene ricevuto è l’antidoto contro l’avanzare
della disperazione. La nostra preghiera di lode è una opposizione, una resistenza,
perché la disperazione non prenda la scena del nostro cuore…Vogliamo riconoscere
i doni di Dio, le sue Grazie, le sue misericordie…Non siamo soli, siamo accompagnati
dal suo Amore!
Cari parrocchiani, affidiamo alla Misericordia di Dio il nuovo anno, chiediamo nella
preghiera, che il tempo che abbiamo d’innanzi, sia trasfigurato dalla fiducia,
categoria capace d’interpretare con sapienza i nostri giorni. Con il salmo 90 al
termine di questo anno ripetiamo: “insegnaci Signore a contare i nostri giorni e
giungeremo alla sapienza del cuore”.

Il vostro Parroco don Giovanni

Milano , 31 Dicembre 2020

Leave a comment