Ci sono notizie che fanno rumore e notizie che lavorano in silenzio. Le prime occupano le prime pagine, le seconde cambiano la vita delle persone.
L’ordinazione di alcuni giovani sacerdoti nel Duomo appartiene certamente alla seconda categoria.
In questa domenica celebreranno la loro prima Santa Messa nelle comunità che li hanno visti nascere, crescere, sbagliare, sognare e infine dire quel “sì” che li ha portati fino all’altare.
È una festa che parla di loro, ma forse ancora di più parla di Dio, che continua ostinatamente a chiamare uomini fragili per affidare loro qualcosa di infinitamente più grande di loro.
Un sacerdote per San Dionigi
Tra questi novelli sacerdoti c’è anche colui che l’Arcivescovo invierà alla nostra comunità di San Dionigi.
Non conosciamo ancora il suo nome. Non sappiamo da dove venga, quali passioni coltivi, quali paure porti nel cuore, quali speranze attenda nel ministero che sta iniziando.
Eppure, in qualche modo, già ci riguarda.
È curioso: siamo abituati a conoscere tutto prima di accogliere qualcuno. Vogliamo informazioni, fotografie, profili, presentazioni.
Questa volta invece siamo invitati a fare un passo diverso.
Ad attendere.
A pregare.
A preparare uno spazio nel cuore prima ancora che nelle agende e nelle attività parrocchiali.
Perché una comunità cristiana non sceglie il proprio pastore come si sceglie un professionista. Lo riceve come un dono.
E ogni dono richiede anzitutto disponibilità.
Preparare il cuore
Forse il modo migliore per prepararci è proprio la preghiera.
Pregare per lui, che sta vivendo giorni intensi e decisivi.
Pregare perché trovi in mezzo a noi non semplicemente dei collaboratori, ma fratelli e sorelle di cammino.
Pregare anche per noi, affinché non cadiamo nella tentazione di giudicare prima di conoscere, di pretendere prima di ascoltare, di confrontare prima di accogliere.
La luce che bussa alla porta
Il Vangelo di questa III Domenica dopo Pentecoste ci offre una chiave preziosa.
Gesù dice che Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio e aggiunge che la luce è venuta nel mondo.
La questione centrale del brano non è il giudizio, ma la scelta che ciascuno compie davanti a quella luce.
Accoglierla oppure restarne lontano.
Anche ogni incontro importante della vita porta con sé un piccolo riflesso di questa dinamica evangelica.
Una persona nuova che arriva, una storia che si intreccia alla nostra, una chiamata a camminare insieme: sono tutte occasioni in cui la luce bussa alla porta.
Camminare insieme verso Cristo
Il sacerdote che verrà inviato tra noi non sarà la Luce. Quella è solo Cristo.
Ma, come ogni prete, sarà chiamato a indicarla.
E noi saremo chiamati a fare lo stesso.
Per questo, mentre attendiamo di conoscerne il nome, prepariamo il cuore.
Perché quando arriverà non trovi una comunità affacciata alla finestra per osservare chi è, ma una famiglia pronta a camminare con lui verso Colui che è la vera Luce del mondo.
Il vostro parroco,
don Giovanni